EDILIZIA URBANISTICA E TERRITORIO
La progettazione universale “Universal Design” con i suoi principi è stata ufficialmente definita nel 1995, nello specifico si tratta di progettare spazi, ambienti e oggetti utilizzabili da un ampio numero di persone, nasce negli anni novanta negli Stati Uniti ad opera di un gruppo di esperti del Center for Universal Design della North Carolina State University coordinati dall’arch. Ronald Mace. L’importanza dell’Universal Design è stata evidenziata nella Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità e entra nel quadro normativo italiano con la Legge 18/2009.
I sette principi di utilizzo
- Uso equo
- Uso flessibile
- Uso semplice e intuitivo
- Percettibilità delle informazioni
- Tolleranza all’errore
- Contenimento dello sforzo fisico
- Misure e spazi per l’avvicinamento e l’uso
Il primo principio: “Uso equo”
Il progetto è utilizzabile e commerciabile per persone con differenti abilità.
Linee guida:
prevedere stessi mezzi di uso per tutti gli utilizzatori: identici ove possibile, equivalenti dove non lo è;
evitare l’isolamento o la stigmatizzazione di ogni utilizzatore;
i provvedimenti per la privacy, la sicurezza e l’incolumità dovrebbero essere disponibili in modo equo per tutti gli utilizzatori;
rendere il design attraente per tutti gli utilizzatori.
Il secondo principio: “Uso flessibile”
Il progetto si adatta ad un’ampia gamma di preferenze e di abilità individuali.
Linee guida:
prevedere la scelta nei metodi di utilizzo;
aiutare l’accesso e l’uso della mano destra e sinistra;
facilitare l’accuratezza e la precisione dell’utilizzatore;
prevedere adattabilità nel passo dell’utilizzatore.
Il terzo principio: “Uso semplice e intuitivo”
Il progetto è facile da capire indipendentemente dall’utilizzatore, dalla conoscenza, dal linguaggio o dal livello corrente di concentrazione.
Linee guida:
eliminare la complessità non necessaria;
essere compatibile con le aspettative e l’intuizione dell’utilizzatore;
prevedere un’ampia gamma di abilità di lingua e di cultura;
disporre le informazioni in modo congruo con la loro importanza;
fornire efficaci suggerimenti e feedback durante e dopo il lavoro di completamento.
Il quarto principio: “Percettibilità delle informazioni”
Il progetto comunica le necessarie ed effettive informazioni all’utilizzatore, in modo indifferente rispetto alle condizioni dell’ambiente o alle capacità sensoriali dell’utilizzatore.
Linee guida:
uso di differenti modalità (pittoriche, verbali, tattili) per una presentazione ridondante dell’informazione essenziale;
prevedere un adeguato contrasto tra l’informazione essenziale e il suo intorno;
massimizzare la leggibilità dell’informazione essenziale;
differenziare gli elementi nei modi che possono essere descritti (ad esempio rendere facile dare informazioni o disposizioni);
prevedere compatibilità con una varietà di tecniche o strumenti usati da persone con limitazioni sensoriali.
Il quinto principio: “Tolleranza all’errore”
Il progetto minimizza i rischi e le conseguenze negative o accidentali.
Linee guida:
organizzare gli elementi per minimizzare i rischi e gli errori: gli elementi più utilizzati, i più accessibili; eliminati, isolati o schermati gli elementi di pericolo;
prevedere sistemi di avvertimento per pericoli o errori;
prevedere caratteristiche che mettano in salvo dall’insuccesso;
disincentivare azioni inconsapevoli nei compiti che richiedono vigilanza.
Il sesto principio: “Contenimento dello sforzo fisico”
Il progetto può essere usato in modo efficace e comodo con la fatica minima.
Linee guida:
permettere all’utilizzatore di mantenere una posizione del corpo neutrale;
uso ragionevole della forza per l’azionamento;
minimizzare azioni ripetitive;
minimizzare lo sforzo fisico prolungato.
Il settimo principio: “Misure e spazi per l’avvicinamento e l’uso “
Appropriate dimensioni e spazi sono previsti per l’avvicinamento, la manovrabilità e l’uso sicuro indipendentemente dalla statura, dalla postura e dalla mobilità dell’utilizzatore.
Linee guida:
prevedere una chiara visuale degli elementi importanti per ogni utilizzatore seduto o in posizione eretta;
rendere confortevole il raggiungimento di tutti i componenti ad ogni utilizzatore seduto o in posizione eretta;
prevedere adeguato spazio per l’uso di sistemi di ausilio o assistenza personale.
La progettazione universale
Conv. ONU, art. 2, anno 2006 progettazione di prodotti, strutture, programmi e servizi utilizzabili da tutte le persone, nella misura più estesa possibile, senza il bisogno di adattamenti o di progettazioni specializzate non esclude dispositivi di sostegno per particolari gruppi di persone con disabilità ove siano necessari. La progettazione per l’Utenza Ampliata supera la logica del “progetto standard” e del “progetto senza barriere” che marca le differenze tra soggetti normali e soggetti disabili.
Tecnologia accessibile
Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, la comunicazione comprende le lingue, la visualizzazione di testi, il Braille, la comunicazione tattile, la stampa a grandi caratteri, i supporti multimediali accessibili, i sistemi, gli strumenti ed i formati di comunicazione migliorativa ed alternativa scritta, sonora, semplificata, con ausilio di lettori umani, comprese le tecnologie dell’informazione e della comunicazione accessibili.
Accessibilità informatica
Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, l’accessibilità informatica è la capacità dei sistemi informatici, nelle forme e nei limiti consentiti dalle conoscenze tecnologiche, di erogare servizi e fornire informazioni fruibili, senza discriminazioni, anche da parte di coloro che a causa di disabilità necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari art. 2, Legge 4 del 2004).
Universal Design e accessibilità di edifici, luoghi, spazi e servizi
Configurare spazi urbani e architettonici come amichevoli accoglienti ed inclusivi permette libertà di movimento ed interazione semplice ed agevole progettare l’accessibilità consiste oltre che negli aspetti formali ed estetici, anche nel porre al centro dell’attenzione l’essere umano e le sue peculiarità ed esigenze in particolare chi affetto da disabilità la progettazione di spazi, ambienti ed oggetti utilizzabili da un ampio numero di persone ovvero l’Universal Design” apre al concetto di “Utenza Ampliata” considerando le varie e diverse caratteristiche individuali, dal bambino all’anziano, includendo persino le plurime condizioni di disabilità individuando soluzioni inclusive nel senso che debbano essere idonee per tutti e non appositamente dedicate al disabile.
Ente Italiano di Normazione
Prassi di riferimento per riprogettare ambienti in ottica di Universal Design, si tratta delle prescrizioni di tipo tecnico inerenti una metodologia fondata sul concetto di accessibilità per tutti adottate in ambito nazionale e disponibili per un periodo non superiore a 5 anni termine entro il quale possono essere trasformate in un documento normativo o ritirate.
Norme UNI/PDR 24:2016, riportano precisa metodologia con i passaggi da perseguire per il raggiungimento dell’accessibilità per tutti sintetizzabili in:
- Analisi del contesto
- Metodica per il rilevamento delle criticità
- Analisi delle scelte progettuali
Costituiscono barriere architettoniche
Edifici:
dislivelli con gradini o rampe troppo ripide; larghezze di porte insufficienti;
aperture che ostacolano la visuale esterna;
pavimentazione scivolosa o spigoli vivi;
Ambiente urbano:
pavimentazione sconnessa;
parcheggi non adatti;
passaggi obbligati;
mancanza di segnaletica di orientamento;
insufficiente illuminazione stradale
Come si nota rispetto ai precedenti provvedimenti normativi, quali la L.13/1989, i D.M. 236/1989 e 503/1996, nonché il d.P.R.380/2001, non viene introdotta nuova definizione, né concetto di Barriera Architettonica, quale conferma l’applicazione della norma sia concreta ed attuale.
Dott. in Ing. Geom. Donatella Salamita

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