RIDUZIONE ALTEZZA INTERNA VANI ABITABILI
L’emendamento propone di ridurre l’altezza minima di ml. 2,70, consentita per i vani abitabili fino a ml.2,40, subordinandola alla verifica del rapporto di aero-illuminante, quest’ultima è già consentita dagli strumenti urbanistici per corridoi, disimpegni e bagni, oltremodo è ammessa nei comuni montani, la proposta ha ottenuto il parere favorevole dal Ministero della Salute.
CAMBIO DESTINAZIONE D’USO
Il mutamento della destinazione d’uso delle unità immobiliari a piano terra a residenziale, per le quali il decreto Salva Casa nella versione vigente lo ammette solo se questo è già consentito dal piano urbanistico e dal regolamento edilizio, è oggetto di proposta di modifica affinché venga eliminata la superiore condizione e sia sempre ammesso.
TOLLERANZE DI CANTIERE
Le tolleranze di cantiere implementate fino all’aliquota del 5% in relazione alla superficie utile delle unità immobiliari per i soli interventi realizzati entro il 24 maggio 2024, sono oggetto di proposta modificativa al decreto affinché possano applicarsi anche alle opere realizzate successivamente, in modo tale da giungere all’omogeneità della norma.
SOPRALLUOGO NELL’IMMOBILE POST LAVORI
Finalizzato alla tutela del cittadino nei confronti della pubblica amministrazione nei procedimenti successivi all’esecuzione dei lavori è l’emendamento che propone sopralluogo nell’immobile da parte del tecnico comunale o dell’A.S.L. allo scopo di attestare la mancata realizzazione di difformità e evitare successive ipotesi comportanti l’aver realizzato abusi edilizi in quelle fasi lavorative.
COSTRUZIONI PRECEDENTI ALLA LEGGE BUCALOSSI
Per gli edifici realizzati precedentemente all’entrata in vigore della L.10/1977, cd. Legge Bucalossi, è prospettata l’introduzione delle varianti concretizzare nel corso dei lavori di costruzione dell’immobile, ovvero l’addizione di forme semplificate di regolarizzazione delle parziali difformità.
Sull’argomento delle parziali difformità è proposto che la pubblica amministrazione possa indicare eventuali interventi correttivi sull’immobile da realizzare a cura del privato per la regolarizzazione delle opere in maniera tale da evitare che il comune neghi il Permesso di Costruire o la SCIA in sanatoria. Nel testo dell’emendamento viene evidenziato, ai fini di eludere l’eventuale ipotesi di una reintrodotta “doppia conformità”, la limitazione circa l’entità e pertanto l’importo dei lavori che possono essere richiesti ai cittadini per sanare l’immobile, lavori che devono risultare necessari e indispensabili ai fini della sicurezza.
POTERE DI ANNULLAMENTO DEL PERMESSO DI COSTRUIRE
In relazione all’arco temporale di dieci anni a decorrere dal rilascio del titolo abilitativo edilizio durante il quale la Regione, sostituendosi al Comune, ha potere di annullamento del permesso di costruire, sembrerebbe poter entrare in vigore la riduzione di tale lasso di tempo a tutela dei diritti delle famiglie in possesso del titolo abilitativo edilizio.

Dott. in Ing. Geom. Donatella Salamita
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