di Dott. in Ing. Geom. Donatella Salamita
Correva il 12 novembre 2005, lo Studio Tecnico Geom. Donatella Salamita apriva i battenti, dopo anni di maturata esperienza giunse il momento da sempre desiderato.
Oggi è un giorno importante.
Non solo successi, obiettivi raggiunti, edifici ristrutturati e nuove costruzioni.
Non solo cantieri, numeri, calcoli, imprese e clienti.
Non solo una Laurea in ingegneria civile e ambientale.
Non solo pubblicazioni per i maggiori portali nel settore tecnico e quei libri che, editi, mi hanno riempita di orgoglio.
Non solo uscire di casa al mattino con tanto entusiasmo, tacchi alti, trucco e borsa impeccabile, giusto, perché l’abito fa il monaco.
Perché scrivo “non solo”, lo scrivo perché in tutto l’intercorso professionale, autonomo, da donna, da madre e da moglie, sono state, così come saranno tante le peripezie e i sacrifici profusi.
Gestire lo studio professionale non è “apro il computer” “oggi ho tre appuntamenti” “domattina sono programmate le visite in cantiere”…. così sembra tutto perfetto e impeccabile.

Poi, però, si presenta l’imprevisto, magari quel cliente fidelizzato (già…ci conosciamo sin da quando ero bambina) si, proprio quel cliente… ti affida un primo incarico, lo svolgi egregiamente, ti paga un acconto. Lo stesso cliente ti conferisce una serie di mandati professionali, tanti e interessanti.
Da buon tecnico porti a compimento tutto in modo ineccepibile, il cliente/amico ha tutte le “carte” in regola per concretizzare i propri obiettivi.
Fino a qua è tutto nella norma, tu, professionista, hai espletato un cospicuo numero di attività, orgogliosa di aver conseguito ogni parere, ogni autorizzazione senza eccezioni, e non solo… hai fatto da consulente, amica, psicologa, commercialista e fiscalista.
Quanta soddisfazione per uno studio tecnico multisettoriale….
Arriva, però, il momento critico: le prestazioni e il compenso spettante, già, anche noi professionisti mangiamo e paghiamo le tasse, abbiamo le casse previdenziali, l’IVA, l’Irpef e sappiamo che su ogni fattura emessa almeno il 40% sia da non considerare.
Il cliente non paga, sei costretta a ricorrere per decreto ingiuntivo, ma il cliente non paga e, allora, sono problemi tuoi, devi incassare quelle fatture che hai pure trasmesso al sistema di interscambio, già… in questo studio si opera sempre con la massima regolarità.
A questo punto, però, hai dovuto pagare l’avvocato, il contributo unificato e devi essere cosciente che, se procedi con il pignoramento i costi saranno rilevanti.
Venti anni di attività nei quali clienti del genere, fortunatamente, ne ho incrociati forse quattro o forse cinque, ma c’è una cosa che preme evidenziare. Senza commenti e schemi descrittivi in venti anni di attività professionale, onorata e sacrificata, ho dedotto che il miglior cliente è colui che, pur di pagare la parcella ti chiede di poterlo fare a rate, il miglior cliente è colui che conosce il sacrificio perché si è sporcato le mani, è la persona umile, puntuale e riconoscente. Il miglior cliente è colui che “adotti” nel tuo studio, lo assisti sempre, lo fai anche gratuitamente, hai sempre una risposta per ogni suo quesito, perché per poter essere professionisti bisogna prima essere persone.
Auguri a me, ai miei venti anni di attività, alla perseveranza, alla resilienza, alla voglia di raggiungere sempre nuovi obiettivi, auguri anche ai “clienti” che credono di non pagare … nella vita tutto torna, così come tutto è tornato a me.
Auguri a chi come me non si ferma mai….
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